Un 15 giugno di otto secoli fa – me lo ricorda Chiara Segafredo (che è un’amica conosciuta al liceo Minghetti) – veniva proclamata la Magna Carta. Data da ricordare, perché quando i baroni danno l’alt al re inizia, a livello formale, la dialettica che origina la democrazia moderna. Non si dovrebbe dimenticarlo, perché per arrivare alla rivoluzione francese e alle Nazioni Unite ci sono volute guerre e lotte per “la libertà”, qualunque significato vogliamo attribuire alla parola. Anche Socrate, anche Erasmo conoscevano la “religione” dei diritti umani e Antigone è sempre morta perché le leggi superiori stavano solo sulle ginocchia di Zeus e condannavano in nome dello Stato. Dopo la seconda guerra mondiale quei diritti possono non essere rispettati, ma sono scritti e fanno parte del diritto internazionale. E’ il senso delle istituzioni, del fare politica, del votare: i cittadini si riconoscono liberi se li onorano, difendono la cosa pubblica, votano.

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