Il 23 marzo 1919 a Milano, al “Circolo per gli interessi industriali, commerciali e agricoli” di piazza San Sepolcro ( aveva pensato al teatro Dal Verme) Mussolini raduna circa 300 ex-combattetnti, veterani e “arditi” (reparti d’assalto creato dai patrioti nel 1917) dalle colonne del Popolo d’Italia che aveva fondato nel 1914 quando fu espulso da Partito Socialista perché interventista. C’era anche l’ala rivoluzionaria di sinistra che era stata interventista: socialisti, sindacalisti e anarchici che avevano creato nel 1914 i “Fasci d’Azione Rivoluzionaria”.e anche una decina di futuristi con Filippo Tommaso Marinetti. Votate le mozioni per gli aiuti ai reduci, la condanna degli imperialismi, la rivendicazione di Fiume e Dalmazia; promesse otto ore lavorative, pensioni di invalidità e vecchiaia, controllo delle industrie, abolizione del Senato;  ma anche il programma: i Fasci di Combattimento come “minoranza attiva, ” guerra al socialismo perché contrario alla nazione” e “al partito socialista incapace di mettersi alla testa di un’azione di rinnovamento”, necessità di “scindere il partito socialista dal proletariato”, suffragio universale, anche le donne, e diritto deli Fasci di succedere alla classe politica”. Erano poco più di 300…..

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