Non che le date siano significative, ma ieri era la “giornata della mamma”, oggi “la giornata dell’Europa”.
Entrambi sono soggetti in difficoltà, soprattutto per essere entrambi dentro lo stesso ruolo (che non è una scelta di libertà). La mamma è colpevole di mammismo e di non fare abbastanza bambini, l’Europa è mamma dei diritti di cui nessuno poi vuole farsi carico perché, come i figli, “costano”e nessuno vuole pagare di persona: così vanno sempre più in crisi le famiglie e i popoli.

Spero che giovedì saranno riconosciuti i diritti delle unioni civili. Tuttavia giuridicamente si estenderanno i diritti del matrimonio ad altre fattispecie: in linea di principio la coppia, secondo la legge, “dovrà riconoscersi” sempre nel sesso (etero nel matrimonio, omo nell’unione civile, non-discriminati nella convivenza registrata). La forma giuridica ci vuole, ma la convivenza non è più in nessun caso un  contratto. Per vivere insieme bisogna contare su qualcosa in più a cui nessuno prepara ed educa. Idem per l’Europa: gli affetti e nemmeno gli interessi contano!
Per l’Europa diceva Spinelli:” Bisogna sentire che il valore di un’idea, prima ancora del suo successo finale, è dimostrato dalla sua capacità di risorgere dalle proprie sconfitte“.

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