Papa Francesco vola a Lund per aprire con i fratelli luterani il quinto centenario della Riforma. E’ il gesto più significativo del suo pontificato, in totale violazione del principio di sovranità cattolico. I conservatori si scateneranno perché non capiranno che la riforma di cui abbiamo bisogno oggi è la stessa di quando, in pieno Rinascimento un prete agostiniano, andando a Roma si scandalizzò del fasto e della corruzione – a cui contribuiva la vendita delle indulgenze – della corte romana. Lutero non era solo nell’aspettarsi una chiesa diversa: sarebbe bastato che chi aveva idee nuove le manifestasse più coerentemente. Non tutti se lo potevano permettere come Erasmo? Peccato: divennero complici dell’Inquisizione e dei roghi agli eretici. Anche ai nostri giorni chi era contro il Vaticano II aiutò per inerzia l’azzeramento non solo della nuova pastoralità, ma delle necessità del mondo. E oggi di nuovo cresce il mormorio conservatore ormai pronto a opporsi a percorsi, questa volta necessari non solo a sostenere il futuro degli umani, ma a salvare la fede.

Condividi