Donald Trump ha contestato alla giornalista Megyn Kelly le domande troppo scomode che gli aveva rivolto: “Aveva il sangue alla testa e dappertutto“. Il magnate è stato cancellato dall’agenda degli interventi ad un forum conservatore e c’è da immaginare che i rivali repubblicani in fila per concorrere alle presidenziali abbiano approfittato della gaffe. Ma la storiella circola ancora troppo: “incazzarsi” deve sembrare una bella cosa a paragone  della squalifica del mestruo. Probabilmente era “in quei giorni” anche la signora texana che, votando contro la pena di morte di un pluriomicida catturato sul fatto, ha deluso gli americani “alla Trump”, sostenitori del diritto alla vendetta. Non ha fatto un regalo al giovane colpevole condannandolo all’ergastolo. Ma ha contribuito a indicare la via giusta a una nazione che conta esecuzioni di condannati troppo tardi riconosciuti innocenti.

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