Quest’anno la festa dell’Annunciazione, 25 marzo, cadeva il venerdì santo e rappresentava una turbativa della liturgia dei riti pasquali. La decisione di trasferirla al 4 aprile è sembrata un’ovvietà. Peccato che sia andato perduto il valore simbolico, a meno che non sia stato spostato anche il Natale. Forse bastava ricordare brevemente l’evento che cadeva nel giorno della Passione e del lutto. Ma non si può dimenticare che una donna non resta incinta in un giorno a caso: non è come festeggiare il compleanno la domenica invece del giovedì perché tutti lavorano e altrimenti non c’è agio per stare insieme. Sono certissima che anche molte donne diranno che sto esagerando, mentre si conferma che il pensiero del clero si relaziona solo al maschile.

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