Riguardo l’Album di mostra dei 500 anni dell’Orlando Furioso – cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi – vista per fortuna due giorni prima della chiusura. Non mi era mai capitato, credo, di seguire una mostra sull’audio favoloso (autore della non lezione un fantastico Guido Beltramini) con così tanto “diletto”. E memoria del bello, del fantastico, dell’umanamente felice.
Per la memoria: nella (persistente) passione dell’immaginario, negli ultimi tre anni di liceo sono stata innamorata di tre uomini dell’invenzione. Petrarca in prima, Ariosto in seconda, Foscolo in terza (e questo min ha insegnato a diffidare di quanti crescono adolescenti e amano ogni volta l’assoluto). Non sapevo quanto Ariosto rispettasse le donne perché non usava dirlo. Uno perbene. Forse carino chiudere gli occhi con lui, poi raccontarsi che cosa si vede.

Condividi