Almeno per una volta mi posso rallegrare del plebiscito parlamentare che votò il pareggio di bilancio in Costituzione. Di fronte a prevedibili abusi se il popolo affida il governo a insiepienti, vale la pena di ricordare che sono cresciuti i “paletti”. L’articolo 81, modificato nel 2012, stabilisce che “lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.”. Secondo il  comma 3  “ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.”. Poi  l’articolo 97 precisa che “le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico” e l’articolo 119 aggiunge che “i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”.
Non tutto il male viene per nuocere. Avvisare i sostenitori della legge di iniziativa popolare per la soppressione delle modificazioni all’81 Cost.

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