Non ho valutazioni da fare. Tuttavia il confronto mi si impone: stiamo parlando di staccare la spina ad un piccolino irrimediabilmente condannato da medici che hanno cercato di fare quel che può fare oggi la medicina e da giudici che hanno privilegiato il diritto del bambino a non soffrire. Non ci sono parole, certo, per il dolore dei genitori, condiviso da tutti noi occidentali sensibili e responsabili degli affetti familiari, soprattutto noi meridionali un poco proprietari del destino dei figli. Altrove genitori di altre culture mandano i figli oltre il mare, figli della fortuna che li potrà perdere ma anche salvare. Faremo un tribunale salomonico per capire chi ama di più, oppure limiteremo i giudizi che partono dal possesso delle verità; e perfino della vita, come blaterano i cattolici tradizionalisti che pregano per il piccolo inglese e forse voterebbero per lo ius sanguinis?…

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