Per quel che dicono i media nessuna donna sa che a New York tra il 25 e il 27 settembre 2015, in occasione del summit Onu sullo Sviluppo Sostenibile, i leader mondiali hanno anche approvato, a 20 anni dalla Conferenza mondiale di Pechino, gli obiettivi dell’Agenda 2030: il “Global Leaders’ Meeting on Gender Equality and Women’s Empowerment, A Commitment to Action”. Il segretario generale delle Nazioni unite ha dichiarato che “Senza pienezza ed eguaglianza di diritti per metà della popolazione mondiale l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile non potrà essere realizzata”.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha confermato gli impegni multilaterali dell’Italia e, sul piano nazionale, quelli di attuare il Piano Straordinario contro la violenza sessuale e di genere, il primo Piano d’azione nazionale contro la Tratta, l’assicurazione della presenza delle questioni di genere in tutte le politiche sanitarie, le quote negli organismi non elettivi, i diritti lavorativi nei loro diversi aspetti, l’imprenditoria femminile, la sensibilizzazione dei padri.
Se si ignorano gli impegni dei governi e delle istituzioni nazionali, come pretendere l’attuazione die propri diritti?

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