A Favignana il museo conserva 11 rostri navali recuperati dagli archeologi subacquei pochi anni fa (e ce ne sono ancora sotto l’acqua) e altre suppellettili della battaglia decisiva per i romani e per il futuro del Mediterraneo: ci vorrà ancora un secolo, ma nel 241, nonostante i romani avessero una flotta molto inferiore, proprio con l’invenzione die rostri fecero a pezzi le più numerose navi dei cartaginesi e si impadronirono della Sicilia.

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