Non vorrei finire a fare “caro diario” e perdere tempo quotidiano nella scrittura di opinioni. Tuttavia, dopo il 25 aprile e i ragionamenti su Francia e politiche varie (sulle primarie recupererò una vecchia opinione su Repubblica) mi viene di mettere nero su bianco.
Melenchon: preoccupante che non dica di votare contro Le Pen (dati gli anni che ha, dovrebbe aver votato Chirac nel 2002). Ma più preoccupante che si possa dire che “il 30 % dei suoi voti andrebbe proprio a Le Pen”, come il voto operaio e delle province già dato alla destra fascista (e non alla “destra”, se così si crede, di sistema). Alla sinistra non fa più problema la classe senza ragionarci sopra? Invulnerabile o populista?
ANPI: è troppo chiedere ai più giovani rappresentanti di conoscere la storia? I valori della Resistenza sono di per sé estensibili a tutte le situazioni di repressione dei diritti (anche alla Siria o alla Turchia). Peccato che l’Impero Ottomano sia caduto dopo la prima guerra mondiale anche perché alleato agli imperi centrali e che la politica degli Stati arabi e/o islamici non tanto pecchino ancora di ambiguità con il nazismo e fascismo anche contemporanei, ma siano sostenitori di movimenti (Hamas) che hanno nei loro principi la distruzione di Israele.
MARZABOTTO: finora la Chiesa in Emilia, troppo impegnata nell’anticomunismo, al massimo ha alzato una voce democratica sul martirio di Monte Sole. Ieri mons. Zuppi, partecipando alle manifestazioni, ha detto finalmente: “Monte Sole e Marzabotto rappresentano un unico luogo di grandissima memoria non soltanto al passato ma al presente e ci aiuta a costruire il futuro”.
ALITALIA: sconfitta (e fine?) del sindacato e assenza di valori democratici nei lavoratori che chiedono allo Stato di sanare un’impresa privata e non hanno proposte da presentare al paese per sostenere le loro condizioni (nessuno guadagna meno di 2.000 euro). Le responsabilità del fallimento risalgono ai tempi della DC che gestiva quest’impresa come proprietà propria sistematicamente clientelare. E al patriottismo di Berlusconi che non ha trattato con Airfrance. Anche la Fiat è stata privilegiata ed è finita. Storie di normali privatizzazioni che non si curano con le proteste suicidarie.
ONG: M5S le accusa – tutte – di connivenza con gli scafisti e non di solidarietà con i migranti. Ignobile e, come sempre, a difesa dell’ignoranza. Resta un solo problema, quello vero (per chi intenda difendere la Costituzione): in settant’anni la Repubblica non ha definito per legge che cosa siano i partiti, i sindacati, la cooperazione. Per ora “nominati” invano. Contro gli intendimenti dei Costituenti.

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