In novembre dello scorso anno ho seguito una conferenza a cui partecipavano Segna, Bolzoni, Brunelli, Pombeni e Alessandrini su Aldo Moro e i problemi ancora aperti. E’ stato per me sorprendente  l’intervento di Giorgio Bolzoni, già giornalista parlamentare che avevo ben conosciuto: ha dichiarato che
* A.M. stava isntituzionalizzando le Br! Trattava lui al posto dello Stato, trattava il papa, trattò la Dc.
* Lo stile delle lettere di prigionia è suo (diceva “abbiamo messo un asino alla PI” cosa che potevano sapere gli
   intimi)    
* La prima prigione, in via Massimi era in un palazzo dello Ior.
* Esistevano dei nastri registrati? dovevano esserci; transitava gente dei servizi, forse sepolti a Genova: non
   trovati, ma sul luogo la terra era manomessa.
* Ricerca al lago della Duchessa: costruito da Vitalone, si ricorse al falsario Chiccarelli, dietro gli Usa.
* via Gradoli: i giornalisti arrivano subito. Bloccati, ma videro uscire casse di materiali: ci abitavano persone dei 
   servizi.
* Giovanni Becheloni disse: “questa spettacolarità invita a pensare il peggio”
* il Corriere era nelle mani della P2 (l’Anselmi chiederà i documenti del Comitato di Redazione)

Anche Brunelli era stato significativo per come avevo vissuto le cose: ho capito che Moro non era turbato dalla presenza di Pratesi nei banchi comunisti (il mio dubbio di allora): lo metteva nell’ordine delle cose. Infatti pensava alla degenerazione della Dc (“siamo costretti a governare”), era preoccupato per la fragilità della democrazia, pensoso dell’alternanza (non del bipolarismo, per questo il dialogo con Berlinguer):”dipendiamo dagli altri. Era 
un anticomunista democratico che aveva al fianco una destra dc reazionaria.

SEMPRE LA MIA IDEA CHE NELLA PRIMA REPUBBLICA RISIEDONO I MALI DELLA SECONDA