CORONAVIRUS POLITICO
Giancarla Codrignani
Non me la sento di parlare della pandemia, intanto perché nessuno sa bene che cos’è e, d’altra parte, i filosofi non compensano l’imbecillità della paura isterica e dell’idiozia di chi continua a uscire fischiettando. Volevo solo sottolineare poche cose che mi sembrano normali.
Da europeista che è contenta di essere nata dove per caso è nata, ma ritiene fondamentale essere (e sentirmi, perché lo sono, comunque) europea, mi sembra ben evidente che siamo già cittadini del mondo. Negli anni ’50 del secolo scorso c’era un’iniziativa nel sottopassaggio di piazza Maggiore a Bologna a cui la gente partecipava e  si iscriveva: i “cittadini del mondo” (conservo ancora la tessera di mio padre). Più recentemente con la globalizzazione si realizzava l’internazionalismo marxista; ma nemmeno la sinistra volle riconoscere la realtà, per non mettere mano a riformarsi e cercare di togliere il primato della finanza – che invece aveva capito benissimo che il mondo era ormai un’unica realtà e ne approfittò largamente fino a condizionare l’economia – e spostarlo alla cultura.
Oggi veniamo richiamati alla realtà non dal virus finanziario (oddio dove stanno andando i titoli?), ma da un virus, che fa a pezzettini l’ambizione creduta onnipotente degli umani. Come in tutte le povertà e gli impoverimenti si riscoprono cose belle che sono l’unica difesa e guadagno che abbiamo nella nostra fragilità di umani. Più sensibili le donne? Probabilmente sì, dato che vedo passare timidi avvisi di fare attenzione che nei giorni della reclusione forzata non ci vadano di mezzo le violenze domestiche. Tuttavia è stupendo che, richiesti 300 medici in aiuto alle scarsezze lombarde, si siano presentati quasi 8.000 medici, anche neolaureati: il giuramento di Ippocrate serve ancora e la coscienza del medico è ancora in buono stato.
Ma debbo censurare i mezzi di informazione: non si sta sottolineando l’aiuto umanitario che stiamo ricevendo dalla Cina, dalla Russia, da Cuba. Che arrivino aerei carichi di strumenti, di “mascherine” (arrivate anche dai cugini francesi), ma anche di medici e infermieri va assolutamente conosciuto a grandi titoli: mostra che la sovranità dei sovranisti è pura idiozia, dato che c’è chi è disposto a dare una mano mettendoci a rischio anche la vita. Sono arrivate anche organizzazioni private, una si è vista sbarcare con le scritte di evangelicali americani. Anche se è ovvio che la solidarietà è sempre esistita e adempie il monito evangelico che per gli amici si può dare la vita, perché è proprio di una scelta umana. Non tutti capiscono e immagino la trepidazione della mamma del giovane laureato in medicina che si è offerto; per la pandemia lo fa anche lo straniero. Ieri il card.Zuppi commentava la guarigione dell’uomo nato cieco e sottolineava la differenza dei discepoli che al poveretto chiedevano “che cosa hanno fatto i tuoi genitori perché tu nascessi con la disgrazia?”, secondo la tradizione che rimanda a dio i mali del mondo, contro la concezione del divino che ha Gesù, che crede segno di dio il “fare le opere di dio” alla persona indipendentemente dalle ragioni per cui stanno male. Il bene è gratis e lo chiamiamo solidarietà. Un apprendimento che facciamo in questo periodo e che ci dovremo tenere ben stretto per “dopo”.
Perché dopo ci sarà la grande onda d’urto delle conseguenze economiche di ciò che abbiamo speso per superare difficoltà e vincere un male che attentava le nostre vite. Ritroveremo lo sconcerto derivato dagli sforzi di esserci inventati il MES e gli Eurobond, ma i piedi per terra ci dicono che sarà a prezzo di una grandissima crisi. Lo spettro della Grande Depressione che non ripeterà il fenomeno storico del 1929, ma tra fabbriche chiuse, produzione bloccata, grande disoccupazione produrrà altri milioni di morti. E se non avremo tenuto stretta la lezione dell’umanizzazione nel danno attuale, quando tornassero i “grandi tentatori”, il sistema democratico incrocerà altri mari tempestosi. Bisognerà tra poco parlarne, per esercitare gli anticorpi.umanitari.
Intanto un segnale negativo lo fornisce il decreto sulla stretta alla quarantena di oggi: chiusura delle fabbriche. Ma non quelle dipendenti dalle esigenze del Ministero della Difesa. So bene che il Male esiste e che dalla fionda alle. armi nucleari, chimiche, biologiche e informatiche il “progresso” passa attraverso la promozione ineludibile  non della necessità di difenderci (o, ipocritamente, difendere gli altri fino a far guerra in nome dei diritti umani – che pur talora s’è dovuto fare), ma dell’insopprimibile istinto di sfidare la propria debolezza a farsi forza attraverso strumenti sempre più perfezionati che rendono irresponsabile l’autore del lancio di un missile o di un’azione terroristica sofisticata. Perché la salute dell’operaio della produzione civile deve essere tutelata e quello degli armamenti no? Occorre riflettere. Ci stiamo abituando a subire i peggiori controlli e la necessità del contagio sta utilizzando droni che ci inseguono per il nostro bene (ma non esiste legge che ne stabilisca usi e limiti: si dovrà fare). In un altro settore, ma analogo alla necessità di usare l’elettronica a distanza anche per riunire il Parlamento. Le previsioni sono relativamente sconfortanti. Ma abbiamo tempo per pensarci su e scambiare opinioni e proposte su What’s app. e analoghi….

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Giancarla Codrignani

è una femminista, scrittrice, giornalista, politica e intellettuale italiana, impegnata nel movimento per la pace e - laicamente - di area cattolica, più volte parlamentare della Repubblica.

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