L’umiliazione del Parlamento con la presentazione della legge finanziaria, di cui è stata data informazione due ora prima del voto e senza discussione in Commissione aveva indotto il Pd a ricorrere alla Corte. La quale si è rifugiata, male, su ragioni procedurali. Ha avallato la legge di bilancio “politicamente” (certo grave denunciare l’incostituzionale di una prassi che avrebbe incrinato l’approvazione avvenuta) ma la Corte che c’entra? Le violazioni procedurali non sarebbero state troppo gravi e pertanto il ricorso era inammissibile; insieme, contraddittoriamente, riconosce il diritto dei parlamentari a presentare ricorso. Eppure la Costituzione che vieta la repressione del Parlamento, consente all’art.81 l’esercizio provvisorio…
Dice, con la voce del mugnaio di Potsdam, Michele Ainis, l’unico costituzionalista che prenda posizione seriamente: Ci sarà pure un giudice a Berlino?. In particolare avanza un problema serio a cui non avevo pensato: la “Costituzione più bella del mondo” manca di tutela del diritto dell’opposizione, che è il vero contropotere del governo (oggi difeso dalla maggioranza dei voti).

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