Anche se per toccare la psicanalisi bisognerebbe avere certezza che la psiche collettiva è presente, sembra che i popoli europei, ma in special misura gli italiani siano arrivati all’inconscio condiviso di Jung. Un po’ di colpa è di Zuckemberg, il ragazzo diabolico che in quindici anni si è fatto una multinazionale che sembra virtuale ma si è impadronita delle nostre persone e ci fa miliardi, a spese di milioni di individui che “stanno” su facebook tutto il dì e riducono la loro capacità di giudizio al “mi piace/non mi piace”.

Un po’ di retorica per introdurre al governo del prof. Conte, il prof. che accetta di “rappresentare” non il popolo sovrano, ma i due vincitori Di Maio e Salvini, che gli correggeranno sempre gli interventi. Il “discorso dell’incoronazione” è stato in perfetta sintonia con lo stato d’animo dell’elettorato che l’ha voluto (pardon: a cui è piaciuto): è del tutto insignificante. Ovvero, come le promesse elettorali dei sottoscrittori del “contratto” (quelli che si preoccupano della Costituzione approvano per caso l’innovazione alla prassi costituzionale della contrattazione previa?) servivano a suggestionare l’elettorato, così quello che è stato definito l’elenco della spesa (impropriamente perché quando lo si fa si tiene conto, appunto della spesa, di cui invece Conte ignora le previsioni) lascia gli illusi a cuocersi nel brodo stellato.
Il quale brodo stellato ignora che Draghi lascia la Bce l’anno prossimo e chiude il Quantitative 
leasing, senza parzialità filoitaliane. La flat tax intanto appare già un favore ai ricchi e vedremo, mentre il reddito di cittadinanza continua a fondarsi sulla crescita del debito: se non sarà possibile non è colpa di Merkel.

Giusto, ovviamente, che il governo governi. Anzi, quando i due boss si sono esibiti nella trappola a Mattarella e non si sapeva che il Presidente gliel’avrebbe rivoltata contro, si temeva il ritorno a elezioni/capestro. E’ bene che adesso governino. Bravi, se si limitassero a ripetere i danni della prima Repubblica, che in media ogni tre anni anticipava le elezioni e metteva in crisi così tanti governi che quello attuale dovrebbe essere il 66° (in settant’anni di libera Repubblica). C’è da temere che andrà peggio: nel già famoso discorso Conte non ha dato alcun rilievo a scuola e cultura (un vero populista non avrebbe perso l’occasione) e il ministro P.I. (con un passato di insegnante di ginnastica) ha come primo atto messo in ruolo le maestre diplomate. Andiamo bene….
Comunque semplici cittadini e aspiranti onnipotenti sono entrambi alla prova. Più psicanalitica che politica. Si dovranno reintegrare le perdite di chi è stato fregato dalle banche? allora vedremo salvataggi di istituti finanziariamente incapaci ed erogazioni di denaro pubblico a gente che riceveva tassi notevoli ritenendo idioti quanti non ricavano rendita dai risparmi. La flat tax e il reddito di cittadinanza consumeranno mesi di accordi; intanto Toninelli intende “salvare” Alitalia e Di Maio finirà per accontentarsi del reddito di inclusione di Gentiloni. Al prelievo sulle pensioni eccessive si opporrà la Corte dei conti o la Consulta per la regola dell’intangibilità dei benefici acquisiti. Per gli stranieri si è vista la soddisfazione insensata di Salvini per “il blocco” degli accordi di Dublino secondo cui il paese d’arrivo (l’Italia) se li tiene e le norme sui diritti umani impediscono di scacciarli e maltrattarli. Se un ministro dice che i tunisini sono malfattori deve chiedere scusa perché i rapporti tra Stati funzionano così. Se il ministro mantiene la voglia di scacciarne 500.000, predisponga una spesa vicina ai due miliardi. Per giunta a Salvini piacciono i Visegard, che non gli daranno mai né una mano né un euro. Vediamo se domenica le elezioni comunali registrano già qualche cambiamento.

Come osservazione estemporanea vorrei sottolineare una caduta di interesse per la questione fondamentale del “chi paga chi”: un conto era l’indifferenza per il dato che la Dc era cliente Usa e il Pci cliente Urss, ma da un po’ si lascia la cosa in mano alle lobbies. Questi “movimenti” chi li finanzia? L’interesse per la Russia Salvini l’ha imparato studiando Limes? Vedremo le reazioni di Trump che non sa di Limes, ma allerterà l’ambasciata: speriamo che qualche hacker registri la telefonata.

Bisognerà “non mollare”. Da come la stampa si è fatta critica, si spera che le capacità dell’opposizione vengano rese note (per tutta la campagna i media hanno messo in vetrina solo Lega e M5S). Va tenuta d’occhio Forza Italia: dei tre vincitori, Berlusconi è il meno peggio. Vanno recuperati quelli che hanno votato “no” al. referendum e non prevedevano sfracelli, immemori che la buona fede è un’aggravante(don Milani). E chiudiamo un occhio se qualc amico ha votato male: rischia di sentirsi “out” e incline all’inerzia, mentre abbiamo bisogno anche di lui per la resistenza.
In ogni caso spieghiamo tutto dell’Europa, dei suoi problemi, difetti e limiti, e, nonostante tutto, la sua necessità in nome dei nostri interessi. Ma non si tratta di andare a palazzo Cherlemagne per farci un ballo in costume.

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