Sullo stesso giornale leggo anche il cardinal Ravasi, il ministro della cultura del Vaticano, che chiamo “don” perché ho appena parlato di Milani che, con papa Francesco sarebbe diventato vescovo di qualche diocesi disastrata dagli anticonciliari. Non mi importa molto di lui rispetto ad altri santi uomini, ma mi rallegro per quello che mi immagino io della sua storia più umanistica che clericale: non è la prima volta che nel “breviario” (lo spazio di prima pagina del giornale chiamato così perché è breve, a differenza dell’altro che gli è più pertinente) cita versi di amore umano. Mi fa molto contenta pensare che abbia conosciuto un amore anche lui e non lo abbia rimosso, in mezzo a colleghi inumani, misogini (oppure osceni), perfino pedofili.

Condividi