EMBRIONI carteggio con un amico

Ho sempre stimato Giancarla Codrignani. Oggi scrive (in un formato grafico strano, difficile da copiare) un pensiero dal quale dissento: <<… concepito che, giuridicamente, culturalmente, e anche moralmente, si chiama embrione e acquista valore di “persona” solo una volta partorito>>. Per quel che so (correggetemi e convincetemi se sbaglio), almeno da un certo momento il concepito comunica realmente con la madre e l’ambiente circostante e dà, a suo modo, reazioni e risposte. E’ in trelazione di tiupo personale o quasi, in formazione determinata. Se non fosse già persona in evoluzione (come tutti noi, sempre, anch’io 83enne) potrebbe essere tolto via come un tumore fino al giorno precedente il parto. Non credo che Giancarla pensi questo. Come ho già scritto, penso che l’aborto sia interruzione di una vita umana, ma sia azione non punibile perché ingiudicabile (salvo plateale arbitrio su quella vita) a causa del complesso rapporto con la madre, che sola può giudicare della possibilità o impossibilità di proseguire la gestazione. Nulla è facile.

caro Enrico,
intanto grazie di leggermi con tanta attenzione.
Poi potrebbe darsi che la pensassimo allo stesso modo. Se di aborto parlano Ippocrate e Aristotele e i cattolici si rifanno a san Tommaso, vuole dire che è fenomeno fato per scontato. Sempre frutto di partenogenesi: questa è la differenza che mi fa dire “culturalmente e moralmente” (che non è l’etica). Giuridicalmente riguarda la sola donna; ed è la legge che ha prodotto la delegittimazione del fenomeno storico. Sull’entità “embrione” si può essere più o meno materialisti. Sulla relazione con la madre lascia parlare le donne: non avrebbe senso il richiamo continuo al fatto che per la donna, anche la più spregiudicata, la scelta abortiva una lesione psicologica. Peccato che le relazioni uomo/donna prescindano dalla responsabilità procreativa, soprattutto maschile (pensa se la donna non preferirebbe prevenire!).
Per questo io registro anche la mancanza di allarme e riflessione preventiva: con la pillola abortiva il “fenomeno” ritorna alla privatezza.
Sorry, Enrico. Non sei il solo. Ma prova a pensarci ancora
Un abbraccio
g

 

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