ESEMPI
Giancarla Codrignani

La Chiesa metodista di Bologna avrà un anno di responsabilizzazione gestionale perché è stato trasferito il pastore che l’ha guidata per 9 anni e, secondo la tradizione, passa ad altra sede. I cattolici hanno avuto dal Vaticano II il dono della responsabilità dei laici, essendo stato deliberato che il “popolo di Dio” viene prima delle “gerarchia”; ma non hanno saputo declericalizzare la loro chiesa.
Oggi, per salutare l’amico pastore, ho partecipato al “culto evangelico” e a quella comunione, pratica ancora priva di autorizzazione canonica. Le letture comprendevano un brano dalla prima lettera ai Corinzi: le comunità del tempo non erano allineate e Paolo per prevenire casini raccomanda: “quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho lasciato i modi da bambino” e, considerando le incompletezza conoscitiva umana, consegna il suo monito: “queste tre cose sono permanenti: fede, speranza, amore; ma la più grande è l’amore”. Qualcosa del genere era stato detto anche nella Bibbia, ma la rivoluzione cristiana doveva essere questa “priorità del bene a prescindere”. Troppi gli errori – che per chi ci crede sono “peccati” – dei cattolici che, diventati partigiani del proprio potere in tempi non troppo lontani presero le distanze (anche con le armi) da differenze di fratelli ugualmente cristiani che ancor oggi chiamiamo “separati”: una stoltezza (e un peccato contro lo Spirito) che impedisce a tutti di parlare seriamente di pace.
Ovviamente chi si confronta con la società laica vede che lo stesso limite nell’accaparrarsi della verità senza cercare livelli sempre più comuni di unità sostanziale insieme con la libertà del pensare diverso.
Racconto questa scelta perché credo che se la comunità protestante di Bologna riuscirà ad mantenere la sua efficienza, sarà un esempio per la comunità bolognese, religiosa e non.
Questa possibile esemplarità tengo a citarla, da cattolica e da laica, anche per gli amici che non prestano tanta attenzione alle chiese, a partire dal fumetto di Maccox sull’Espresso di oggi: Salvini tra santi, rosari e madonne pensa di diventare sindaco della Città del Vaticano, anche se è occupata da Francesco: per superare questo ostacolo pronuncia la parola “scisma”. L’ultima vignetta raffigura il papa che, salutato da un’altro biancovestito che parla con accento tedesco (Francesko, kome mai mi sei venuto a trovare?) dice “E’ per dirti che fino a oggi non avevo capito perché ti eri dimesso”.