Il salone del libro di Torino quest’anno è dedicato al mondo arabo, con grande recupero della letteratura sette/ottocentesca e di autrici europee che hanno descritto il mondo arabo attribuendo alle donne orientali una libertà maggiore. Siccome so che sono possibili paradossi valutativi anche ai nostri tempi, vorrei notare piuttosto  le prove argomentative a favore dell’harem. Le allusioni vanno nella sola direzione della libertà sessuale (il velo consente di fare cose incredibili per catturare partner, perfino per portare un maschio velato dentro le segrete stanze). Nessuna di loro nota che le consorelle arabe, al servizio di un sultano forse non desiderabile, non hanno la possibilità di venirsene in Europa come loro viaggiano in terre lontane, e non si occupano di cose che meritino riconoscimento pubblico. Come dire che il pensiero rimosso delle libere viaggiatrici gira attorno alla propria educazione puritana di cui si saranno sbarazzate sposandosi, ma che resta tutta freudiana nella mente

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