E’ ancora una metafora valida. Byron nel giugno del 1916 – siamo all’inizio della rivoluzione industriale, è finita l’epopea napoleonica e c’è paura del futuro – propone agli amici di scrivere un racconto sull’irrazionale. Mary Shelley (figlia di Mary Wallstonecraft e di William Goodwin scrive Frankenstein o il novello Prometeo, lo scienziato che, fiducioso della scienza moderna, crea un mostro che vuole punire il suo creatore e si darà fuoco per impedire altre creazioni diaboliche.
Curioso che il 1816 sia ricordato come l’anno senza estate, buio e freddo, pieno di vento e di polveri tossiche dopo l’esplosione di un vulcano in Indonesia. Per forza a Byron viene in mente qualcosa per passare il tempo…

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