Gabriele è un bambino di 7 anni. Per la prima volta aveva voglia di parlare con me. Naturalmente gli chiedo della scuola, dei compagni, se ne ha di immigrati, se li ritiene uguali. Gabriele ha qualche perplessità, giusta per uno che usa gli occhi senza pregiudizi: se la pelle ha diverso colore è diversa. Un po’ di perplessità è mia e di sua madre, ma è Gabriele che dimostra che anche il cervello piccolo è senza pregiudizi: Sono diversi, ma uguali in umanità. Così arriviamo anche a concepire che il concreto non è l’astratto e siamo pronti per la filosofia.

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