Non è possibile che l’ideologia abbia sostituito la religione in persone pur laicissime evidentemente ignare che l’andare della storia (avanti, se non la si frena) nega qualunque nostalgia.
Gianni – viscerale per natura e tono della voce – è ancora un comunista e scrive (il titolo sembra difensivo) I comunisti italiani e la democrazia. Gramsci, Togliatti e Berlinguer. Mah! ormai apprezziamo Gramsci per ciò che lo ha reso dialettico con un partito che lo ha condizionato in vita e postumo; Togliatti mostra limiti da sinistra per il compromesso (“la svolta”) di Salerno, ma soprattutto per aver dato valore ad una Costituzione sostanzialmente retorica (Calamandrei dixit) e non aver capito (?) la necessità democratica della Corte costituzionale; Berlinguer avrebbe voluto andare oltre lo “strappo” dall’Urss, ma i dinosauri interni facevano blocco perfino contro la questione morale ormai insidiosa per lo stesso Pci. Quello che dispiace è che il salmo di Gianni a cui manca l’autoflagello finisce con la critica (comunista) all’Europa e ai suoi Trattati.
Davvero avevo ragione quando Barbera in Transatlantico raccontava da quanti anni chiedevo che il Pci cambiasse nome: il problema era che il “comunismo” italiano, comunque (almeno opportunisticamente) da lungo tempo eretico nel 1989 era maturo per un Partito Democratico. Oppure la democrazia la regaliamo ancora alla destra?

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