Non mi piace scrivere asterischi a contenuto misto, ma succedono fatti che, forse solo a me, sembrano demenziali.
Grasso: già detto sul nuovo partito e le donne. Ma come fa un magistrato, un giurista a mettere il suo nome nel manifesto elettorale (lui che sempre secondo me, aveva detto ad altri che era scorretto) in dicembre? Le Camere potranno non essere operative, ma se Mattarella fugge alle Bahamas con un’extracomunitaria, tocca a lui sostituirlo alla Presidenza della Repubblica…
I carabinieri: ho sempre detto “fedeli nei secoli“, ma non si è mai saputo a chi. Adesso non è nemmeno un golpe: è corruzione (se Saltalamacchia ha rivelato dati Consip a Renzi padre), ma si tratta di abusi, arresti illegali, torture a Massa Carrara, come non fossero bastati gli stupri di Firenze. In mezzo alla guerra intestina con Del Sette riconfermato al comando generale il giorno della sua iscrizione nel registro degli indagati e Gallitelli indicato da Berlusconi come futuro premier. Non si sa chi nominerà Gentiloni in sostituzione  di Del Sette e se sarà una svolta democratica coraggiosa. Intanto ci ha guadagnato Berlusconi per aver fatto scoppiare il bubbone della competizione del quondam glorioso Corpo (militare).
Putin ed Erdogan: non si sa se Trump si rende conto di giocare per Russia first e Ottomani first. Putin spopola in Medio Oriente ed Erdogan ha fatto della sua convention un segno della “grande unità islamica”. Per fortuna non saranno quei due a dare soluzione a problemi gravi di aree importanti, ma per ora va così.
Il Gas: nessuno ci ragiona politicamente, ma l’Italia, se succedono guai come l’esplosione austriaca di Baumgarten, resta al freddo e alla paralisi di molti impianti. Perché dipendiamo. Nell’ordine dalla Russia, dall’Algeria, dalla Libia. Mentre la protesta in Puglia contro il Tap (transadriatic pipeline) blocca la scelta del nuovo gasdotto alternativo dall’Azerbaigian, il che aggrava la tradizionale lentezza dei processi innovativi nel nostro tempo anche in un momento di emergenza.

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