Enrico Deaglio fa benissimo (oggi su Repubblica) a ricordare che quando la Francia si opponeva ancora, dopo dieci anni di guerra, all’indipendenza dell’Algeria, il prefetto di Parigi, Maurice Papon, che nel 1943 aveva organizzato la deportazione degli ebrei di Bordeaux, impose il coprifuoco per i musulmani e, quando il Fronte di Liberazione Nazionale chiamò gli algerini di Parigi a scendere in piazza, il 17 ottobre 1961, ordinò il massacro. I morti furono 393 il cui numero fu reso noto trent’anni dopo. L’Algeria divenne indipendente l’anno dopo. Ma non ci sono mani pulite.

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