Sembra che sia stato ucciso cinquant’anni fa. Il tempo è un indicatore rigoroso. Se penso che eravamo rivoluzionari (penso a una foto con mio padre alla Baia dei Porci: tutti e due con il pugno chiuso levato…) in un modo che era autentico allora, per noi, che, forse senza saperlo, era solo simbolico; oggi “non usa” più. Il Che è stato l’ultimo guerrigliero e la sua morte ha avvertito che la purezza rivoluzionaria è illusoria: non bastava vivere fuori dal mondo reale (anche lui non aveva trovato altra via se non la morte nei confronti dei nemici vinti) per battere l’imperialismo creando 10, 100, 1.000 Vietnam (il solo luogo dove in qualche modo si realizzò perché fu guerra vera) di guerriglie contro gli Usa e anche l’Urss che aveva corrotto il socialismo. Ma, soprattutto, la sua morte segna la fine della possibilità di pensare che la lotta armata possa cambiare il mondo: non si vince mai nulla con la violenza. Però era bello…

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