N.B. E’ un asterisco di gennaio che avevo dimenticato di inviare

Debbo dire che mi infastidisce non poco l’insistenza con cui si somma la riforma della Costituzione con la legge elettorale. Sono procedure diverse che era bene tenere separate; il “combinato disposto” è una formula che copre una scelta.
Nemmeno io sono persuasa di questa legge elettorale (perfino quando molta sinistra spasimava per “il doppio turno alla francese” a me sembrava migliore la via tedesca). Ieri (27.01) il Presidente del Consiglio ha ricordato a chi aveva posto la questione di fiducia sulle banche che “si sarebbe potuto porre la mozione di sfiducia sul fatto che il Governo è arrivato in Parlamento con una legge elettorale (ci sono state anche molte polemiche, come  ricorderete) e ha scelto di giocare molto sul teme della legge elettorale, cercando di superare il vulnus che si era creato con la sentenza cella Corte costituzionale”.
Infatti l’opposizione non ha mai pensato di minacciare la sfiducia sulla legge elettorale. Fassina o D’Attorre, prima di abbandonare il Pd, avevano forse cercato di costruire alleanze in Parlamento per  opporre proposte? e anche i più concilianti quale rapporto hanno tenuto fin dall’inizio con la direzione del loro Partito e, soprattutto, nel lavoro delle Commissioni (e non solo nella retorica conclusiva dell’aula)? i parlamentari, che dispongono della più alta tribuna istituzionale, lasceranno a cavarsela i promotori di referendum, salvo appoggiarli poi a fini elettorali? chi fa perdere ai cittadini la fiducia nelle istituzioni?
Le conventicole contestatrici (se solo perdenti) o il mugugno di aspiranti leader che al momento buono si arrendono sono inutili. E’ stato costruito così il “combinato disposto”, slogan che i cittadini non sono in grado di decodificare perché il politichese non  sostituisce il dialogo delle idee e, a seguire, le scelte democratiche.

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