IL SILENZIO DEGLI EBREI

Ogni cosa è illuminata è la prima opera internazionalmente famosa dello scrittore americano Jonathan Saman Foer e oggi è uscito Voglio che sappiate che ci siamo ancora. La memoria dopo l’olocausto, scritto dalla sua mamam, Ester Safran Foer che in forma di romanzo giallo senza lieto fine rappresenta – secondo Mario Telò – la risposta ai silenzi opposti al figlio sull’esperienza diretta della memoria della shoà, dei cui lager fece esperienza la nonna polacca, mamma della bambina Ester. Il silenzio di Primo Levi, comune a quasi tutti i superstiti, ha turbato l’opinione pubblica ed ha causato approfondimenti sui principi identitari ebraici. Non sono un’estimatrice dell’identità “di sangue”, un elemento che può. facilmente diventare fondante dei comportamenti discriminanti e razzisti: se parliamo della shop viene in mente il Volkgeist secondo Herder, Fichte, Hegel). Preferisco i dati che incidono storicamente nella psiche umana: se gli italiani sono quelli che appaiono nel giudizio degli stranieri è perché non hanno avuto una storia unitaria e mantengono la diffidenza verso le istituzioni, anche democratiche e volute dal loro libero voto, alla cui subalternità era dovuta la loro sopravvivenza: la sindrome del suddito che non riesce a farsi cittadino. L’ebraismo è monoteista come l’Islam e lo stigma della tradizione “segna” le coscienze dall’origine: il musulmano occidentale e laicizzato può definirsi laico, ma un bicchiere di whisky lo fa sentire in colpa. I morti dell’olocausto non passano: dopo secoli di persecuzioni per il solo fatto di essere ebrei, la difficoltà, la reticenza, l’indebita vergogna di dichiararsi ebrei nei documenti (fino alla seconda guerra mondiale) che manteneva la memoria dei ghetti hanno condizionato lo sviluppo che chiamiamo libero, anche se non abbiamo mai certezza analitica di noi. La riflessione va approfondita perché non si finisce mai di lavorare sul “mistero” delle religioni. Anche se viviamo in assoluta laicità, manteniamo nel dna culturale la memoria della tradizione così profonda da rendere sospette le dichiarazioni laiciste contro le religioni come se fossero a loro modo altrettanto dogmatiche. Possiamo trascurarne l’approfondimento, ma non azzerare il patrimonio culturale del loro deposito, sia che visitiamo chiese e musei sia che percepiamo il valore di dichiarazioni – nella nostra epoca universalmente, escludendo le sette violente – delle autorità religiose volte alla moderazione dei conflitti.
E’ la differenza generazionale di chi è sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e chi non conosce la guerra. Scegliere le vie violente per affermare le proprie idee o le proprie pulsioni copre volontà di morte: l’ignaro con il coltello in mano crede di risolvere problemi con la morte dell’altro, ma in realtà segue la propria pulsione di morte. Personalmente anch’io sperimento in me stessa l’eredità del silenzio sugli orrori della guerra. Ho memoria “fredda” della storia del fascismo – sono figlia di un oppositore perseguitato – dell’occupazione tedesca, posso raccontare dei bombardamenti di Bologna e della notte in cui si rimase bloccati in casa perché l’allarme non scattò tempestivo e le ombre che una candela accesa proiettava sulle pareti ad ogni esplosione vicina, mentre io stavo in mezzo ai miei genitori, che mi tenevano stretta uno. a destra, la mamma a sinistra. Ho anche visto Salvate il soldato Ryan e il film di Benigni La vita è bella, ma quando pensai di rivederlo una sera in cui lo si proiettava al mare, non ressi la seconda parte. E ieri rivedendo in tv Ballando, ballando, opera deliziosa di Ettore Scola, mi sono sentita smarrire – non era la prima volta – dal rumore dei bombardieri americani in arrivo: da ragazzina stavo ad ascoltarli prima di avere paura: sapevo distinguere il rumore dell’aereo in arrivo carico di bombe e innocuo perché solo in transito. E di queste impressioni, le urla dei tedeschi con mio padre per una semplice informazione stradale, l’avvertimento del babbo d non passare in via Ugo Bassi perché c’era un partigiano impiccato all’angolo del Comune, delle raccomandazioni di tenere distratta la mamma se lui tornava in ritardo sul coprifuoco perché aveva una riunione….. Questo è la guerra e non ne voglio parlare. Ma si dovrebbe.

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