Occorre tenere presente che le responsabilità italiane persistono anche fuori delle acque territoriali, mentre la Libia non ha ratificato nessuno dei trattati internazionali sui rifugiati e, in generale, sui diritti umani, al contrario dell’Italia che è anche parte della Convenzione europea dei diritti umani. Se le navi italiane dovessero imbarcare migranti, la Convenzione va applicata direttamente, dato che quelle navi sono territorio nazionale. La stessa collaborazione con le navi libiche può coinvolgere la responsabilità italiana.
Intanto il governo di Tripoli intende ripristinare l’area «Sar» (Search and Rescue) di sua competenza, imponendo alle navi delle organizzazioni umanitarie di tenersi lontane dalle coste africane salvo richiesta di aiuto delle autorità libiche. Nelle intenzioni del governo di Tripoli, le motovedette libiche, fornite dall’Italia non armate a causa dell’embargo internazionale, avrebbero competenza «Sar» in un braccio di mare largo ben più delle 12 miglia delle acque territoriali, ripristinando così l’area «Sar» dei tempi di Muammar Gheddafi che arrivava fino a 97 miglia.  I chilometri dalla costa sono circa 180.
E’ intervenuto il Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (Cocis) per dire che serve un grande patto tra Nazioni Unite, Stati, Organizzazioni Internazionali e Ong per creare in Libia le condizioni minime di rispetto della dignità e dei diritti umani, e creare un tessuto sociale che incida nel cambiamento della vita politico-istituzionale del Paese: solo così possiamo togliere linfa all’orrendo mercimonio di essere umani su cui prosperano trafficanti di tutti i tipi. Forse si predispone un’iniziativa della Mogherini per sostituire la bandiera italiana sulle navi con la bandiera europea? speriamo.
Anche perché non si possono assolutamente violare i diritti umani, ma nemmeno ignorare che, poiché i migranti pagano i traghettatori, si è formato un ignobile mercato e le Ong non lo ignorano.
Pensare le regole mi sembra urgente: le migrazioni sono appena all’inizio.

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