Rientro da un convegno e ho memorizzato qualche conferma sulla necessità che gli adulti pensino ai bambini fuori dalle gerarchie: sono loro che ci danno la temperatura culturale del tempo.
Testimonianza di due nonni.
Nonno 1: ebreo, con parenti ad Aushwitz, accompagna a scuola i nipoti. Il maschio si rivolge alla sorella “ma sai che il nonno è ebreo?”. E la bambina “Nonno, che cosa vuole dire ebreo?”. Ovvero della distanza e con i giovani partiamo dalla shoà…
Nonno 2: va con il nipote a una mostra di bozze pittoriche rifiutate da Picasso e recuperate per esporle; quadro con segni incomprensibili; il nipotino “nonno, guarda, una cucina…”. Il nonno si china a leggere il titolo; che è “la cucina”. Ovvero della libertà dello sguardo.

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