Giancarla Codrignani

L’Italia possiede una legge, la 185, che regola il commercio delle armi. E’ stata una questione centrale nel mio lavoro parlamentare, che, tuttavia, non ha avuto il mio voto 25 anni fa per la solita estenuante durata del “bicameralismo perfetto” che consentiva rinvii benevoli ai “mercanti di morte” (una volta li chiamavamo così) che preferivano il commercio estero indifferenziato e il segreto di stato. Oggi l’Italia ha una legge “normale”, come gli altri paesi, che le ha consentito in un quarto di secolo esportazioni per 54 mld.. Infatti la norma controlla i singoli paesi, non obbliga a ridurre internazionalmente la produzione. Ho “celebrato” firmando un appello di ricercatori ed esperti di intelligenza artificiale come Elon Musk, Stephen Hawkings, Steve Wozniak e Noam Chomsky, presenti alla International Joint Conference on Artificial Intelligence a Buenos Aires che chiedono di bandire a livello globale lo sviluppo delle armi “autonome”. Le armi, anche quelle antiche, vanno sempre tenute sotto controllo, perché le tecnologie innovative possono produrre grandi benefici per l’umanità, ma in questo settore danno i brividi: se l'”intelligenza artificiale” rendesse operative strategie elettroniche autonome, potrebbe selezionare e colpire obiettivi su propria determinazione, senza intervento umano. Un salto qualitativo: dalla clava alle armi da fuoco, al nucleare, all’ “intelligente”: renderebbe possibili pulizie etniche, attentati destabilizzanti, appropriazioni di territori, esecuzioni selettive a costi irrilevanti e strumentazione accessibile a dittatori e terroristi. Senza limiti normativi internazionali, l’intelligenza artificiale dimostra fino in fondo la stupidità della guerra: la robotica poteva far immaginare due eserciti meccanici contrapposti in attesa di Terminator, una vera replica del gioco infantile, (non la si sarebbe mai realizzata perché i robot-soldati costano troppo). Oggi si va oltre e si prevede la  morte a basso costo di esseri umani con armi intelligenti e “risolutive”. Il ritorno alla clava.

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