Nemmeno la nomina di un governo con 11 ministre e 6 ministri ha scomposto i media: la notizia è passata come una novità del nuovo governo spagnolo, senza un ricordo dell’aborrito Renzi che si era limitato alla parità numerica di 6 femmine e 6 maschi. L’informazione ha finalmente cessato di sbilanciarsi verso il nuovo che avanzava e fa emergere il deficit di democrazia del governo formalmente chiamato Conte, sostanzialmente Salvini. Ma non appare – né mai è apparsa – l’incuria che già nella campagna elettorale ha connotato tutta la politica per ciò che è dovuto alle donne, almeno in quanto 52 % dell’elettorato. Se tra i ministri le donne sono di fatto sparite anche perché silenziate da maschi maleducati, nel sottogoverno il rapporto è di una donna ogni nove uomini, per giunta totalmente  ignorate senza nemmeno primi piani fotografici.
Un’opportunità per l’opposizione? Figurarsi! Nemmeno in campagna elettorale hanno inventato un paio di proposte “di genere”, almeno per mostrasi furbi e guadagnar voti: ancora memorabile il debutto di Liberi e Uguali con 7uomini7 al tavolo della conferenza stampa e i giornalisti che si sentirono dire “non ci avevamo pensato”….
Mala tempora: attente che, anche se ci lasciano il Me#too, arretriamo.

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