Venticinque anni fa dodici ragazzi dell’Istituto Salvemini sono morti perché, commemorano i giornali, un aereo militare “è precipitato” sulla scuola. Non è precipitato: un pilota della nostra aeronautica si è buttato con il paracadute  abbandonando l’aereo su un centro abitato. Nonostante una prima condanna, fu assolto, come in conseguenza di un incidente stradale, anche se poteva portare l’aereo a poche centinaia di metri (l’aeroporto era vicinissimo). L’aviazione non lo ha sospeso e gli ha regalato anche il Macchi fracassato.

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