Si continua a citare Keynes, autore certamente da studiare. Ma la ragione per cui cambiò il registro dell’economia era che gli stati rischiavano il fallimento per mantenere il pieno impiego. Oggi la disoccupazione non può essere lasciata a se stessa “a prescindere”. Quindi oggi il problema è il sistema tout court in cui “questa disoccupazione” è diventata fisiologica e crescente. Occorre un’altra occupazione e una cultura non più “fordista”, che combattano la convergenza di robotica, informatica, genomica, intelligenza artificiale. L’economia da mezzo è diventata fine, come il consumismo rispetto al lavoro; e la speculazione ha vinto le regole (le banche rischiavano con denaro proprio secondo la legge Seagull del 1933, abrogata da Clinton nel 2007 prima della crisi). E una violenza subdola ha accresciuto la disuguaglianza (e la povertà assoluta di chi non arriva alle 1200 calori al giorno.
Eppure la povertà assoluta dei 2 mld. e 1/2 dopo la globalizzazione è scesa a 800 m.

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