Elisa, la clava. Se Salvini avesse una vaga idea di che cosa è la diplomazia, avrebbe approfittato della diplomazia altrui che, prima di entrare nella logica conflittuale, saggiano il terreno con gli homines novi. Avere come obiettivo il Trattato di Dublino era un percorso obbligato per piazzare qualche chiodo. Avendo avuto il precedente di Minniti farsi dare una lezione dal collega libico, della cui legislazione non si era nemmeno informato, è anche stupido: con la Libia abbiamo interssi molto concreti, a partire dai rifornimenti di petrolio e gas. Attaccare Macron scende sul piano personale: ci sono altri modi per sollecitare l’apertura degli approdi in Corsica.
Ma agli italiani piace, tanta è la paura del futuro incognito (anche se la globalizzazione è lì da ben più di vent’anni); eppure bisognerà pure imparare a nuotarci. Le maniere forti sono così fortunate e produttive che, se applicate in famiglia, si arriva ai divorzi o ai femminicidi. Il desiderio di sentirsi forti e potenti è naturale, ma ormai Freud si studia alle medie e si sa che è un infantile tentativo di rifiutare la debolezza umana, la cui sopravvivenza è affidata al cervello. Solitamente messo a riposo quando ci sarebbe bisogno di dargli una mossa. Forse serve fare analisi del sentire le pulsioni “di sinistra”. La scomparsa del Pd forse insegna: se non si è capito che, proprio per portare avanti i vecchi ideali, il massimo era un partito non “di destra”, ma riformista, un Pd che ha tenuto conto che il precariato è una categoria permanente, almeno nella prima fase di acquisizioni neotecnologiche. Ma la “sinistra” vuole sentire il valore non dei vecchi ideali, ma dell’ideologia egemonica: non il compromesso, ma “la linea”, che è mai arrivata a governare fino al centro-sinistra di Prodi e che si è rafforzata a forza di Ulivo e Margherite e papa Francesco come “vero comunista”. Un approccio vincente con i cattolici di sinistra, non con una “rifondazione comunista” che non ha mai superato il limite che ha sempre impedito alla sinistra di vincere. Cioè la tentazione del pensiero.

Condividi