A Bologna il cardinal Carlo Caffarra, in proroga di servizio, ma in attesa di un imminente successore, si è dato alla profezia: “La lotta sarà sempre più dura. Io sono sicuro che morirò nel mio letto. Sono meno sicuro per il mio successore: probabilmente morirà alla Dozza (il carcere)”. Per il gender? che i cattolici non sanno – o non vogliono sapere – che cosa significhi e che parte dal magistero delle donne? Siamo alla follia? Diciamocelo francamente: non è senza preoccupazione che stiamo assistendo alla libera uscita di idee da matti. Non bastano i politici presi da volontà suicida (tutti in contemplazione del personale ombelico, rifiutano le mediazioni e vogliono il proporzionale!) – perfino Casini dice che nelle città il Pd può perdere solo per volere del proprio interno per mancanza di candidati a destra). Adesso ci si mettono gli ecclesiastici, compreso  il Papa che incomincia a usare i colpi ai cerchi e alle botti. Bravo in ecologia – cosa che non dipende dal Vaticano e nemmeno, sembra, dal buon Dio – ma senza speranza in gender: dice ai gay “chi sono io per giudicare?” e ai genitori prolifici “non saremo mica conigli?”, ma si trova alla manifestazione del cosiddetto movimento per la vita degli islamici, di quelli che vogliono le donne con il velo? diventate talebani? Perché le religioni possono fare ancora molto bene agli umani, ma non hanno futuro se escono dalla storia. Che si evolve, piaccia o non piaccia. E spesso raddrizza errori e torti.

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