La guerra produce orrori e la violenza si esercita sulle donne con ferocia indicibile: vagine squarciate dagli stupri, uteri strappati con i feti, intestini fuorusciti. In Congo un medico, Denis Mukwege, si è prodigato per risanare e ricostruire organi di corpi femminili violati con un impegno che gli è valso il premio Sakarov lo scorso anno e ora la candidatura al Nobel. Un regista belga ne ha tratto un documentario “L’homme qui répare les femmes”. Il film è stato vietato perché offensivo per “l’onore dell’esercito”. Signori militari congolesi, almeno non con questa motivazione: dite che vi vergognate

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