Che meraviglia i “corti” restaurati dei Lumière e dei registi del primo cinema! 1896: il mio babbo non era ancora nato.
Esteticamente – e filmicalmente – ineccepibili, anche se non si può fare a meno di immaginare le macchine e le condizioni di registrazione del tempo. Con ironie ingenue (il bebè che impara a camminare, scende il gradino e cade), ma anche i lavoratori che si riposano invece di scaricare. La gara ciclistica, il mare con le donne vestite, il palombaro che risale mentre gli pompano aria, la partita a tric-trac con le sorelle mogli dei fratelli Lumière che imbrogliano, le lavandaie (su tre piani:in alto il traffico, a metà tre uomini che non fanno nulla seduti, in basso le donne che in fila insaponano e sbattono il bucato, le palle di neve….

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