Avrò avuto sette anni, uscivo per la prima volta dopo il morbillo (o forse gli orecchioni) e c’era un sole splendido, come oggi, in via marconi. In via Marconi c’era, all’angolo con lo slargo che va in Azzogardino, un negozio di giocattoli il cui padrone, lungo lungo, con gli occhiali sulla punta del naso faceva divertire i bambini mettendosi le maschere. Si poteva cercare qualcosa di divertente in un grandissimo contenitore: tirai fuori un cappellino di carta crespata rosso. E mi fu regalato. Qualche sera di carnevale il babbo faceva commedie fingendosi un Bertoldo che viene giù dalla montagna, la mamma aveva fritto le “frappe” e io ridevo, ridevo…. L’ingenuità della famiglia.

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