I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto di dover modificare il pacifico orientamento in base al quale un ragazzo di diciotto anni compiuti, in quanto maggiorenne, poteva a tutti gli effetti essere assoggettato alle medesime sanzioni di un adulto.
Con la sentenza n. 11607/2018 della Corte di Cassazione, Sezione prima, i magistrati hanno evidenziato che non è sufficiente essere maggiorenni per aver raggiunto una piena maturità bensì, facendo propri i risultati delle ricerche delle neuroscienze, che “la giovanissima età non rappresenta un dato formale né tantomeno neutro” e che “le facoltà cognitive non si perfezionano al compimento della maggior età ma sono ancora in fase di sviluppo e maturazione insieme alle competenze sociali e affettive”.
Da non credere: Ottaviano – poi Augusto – aveva già in mente il colpo di stato per abolire la res publica.

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