Smargiassi ha scritto una cosa buona sugli uomini che maltrattano e uccidono le donne e mi sono complimentata con il gentiluomo, e gli ho mandato un mio pezzo sul “genere” del linguaggio (per stare nel tema). Commento:”Ma la guardia giurata, quando ha i baffi, come la chiamiamo? Guardio giurato? La lingua è un organismo vivo e va dove la portano i parlanti, non o professori della Crusca e neppure i manuali dei ministeri…Ciascuno prova a proporre la sua “parole” alla “langue”, ma tutto il resto lo fa la dinamica sociale della comunicazione evrbale, invi inclusi poteri,conflitto e lotte”. Replico: “Il problema per i nomi in -a non ci dovrebbe essere. Fanno preoccupazione il/la poeta, il/la profeta; ormai inchiodati nell’uso (non è “poetessa” che il Devoto ritiene offensivo). Ogni tanto c’è qualche donna con i baffi….”. Reazione: “Ma perché sindaco donna non va bene e guardia uomo invece sì? Io questo noncapisco. Profeta e poeta sono sostantivi maschili anche se terminano in -a, quindi dico correttamente “il poeta si è sposato” “il profeta è illuminato”. Ma guardia è sostantivo femminile! La grammatica mi obbliga a dire “La guardia è più bella quando è abbronzata”, anche se ha i baffi. Se diciamo la sindaca, allora diciamo il guardio”.  Io non ci sto e rispondo: “Anche se Chomsky è innatista, il linguaggio è una costruzione sociale e le uscite in -a sono concettualmente femminili. Tanto è vero che la guardia con i baffi diventa buona o cattiva a prescindere (e guardiano fa guardiana). Solo che non si deve generalizzare né in un senso né nell’altro. In questi casi io non faccio la femminista, faccio la prof. Sindaca non lo trovi nell’Ottocento e nemmeno sindaco-donna. Oggi o generalizzo e dico “alunno-ragazza” o seguo la regola e dico sindaca. La Merini può essere detta una poeta contemporanea, anche se la storia della letteratura dice che Gaspara Stampa era una poetessa.Se ti interessa c’è sempre il sito dell’Accademia della Crusca….”. Incredibile (si vede che aveva tempo…):”L’accademia della crusca non può decidere dove va la lingua italiana più di quanto un criminologo possa decidere sull’ evoluzione genetica delle rondini….”. Satis superque.

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