DICE PRODI (Messaggero 08.09.2019)

“Poche settimane fa è stato pubblicato un importante documento della Business Round Table, auto revole associazione americana che ha come scopo quello di favorire l’approfondimento dei maggiori problemi che riguardano le grandi imprese.
Il documento, firmato dai 181 massimi responsabili di tutte le maggiori aziende degli Stati Uniti a partire da Google, Amazon e Coca Cola, ha fatto grande rumore perché ha mutato la precedente dottrina dominante che poneva come obiettivo esclusivo dell’impresa l’interesse degli azionisti, cioè dei suoi proprietari.
Pur non rinunciando ovviamente a questo primario obiettivo, vengono aggiunti con insistita enfasi anche altri valori come l’attenzione per i diritti dei consumatori, le attese dei dipendenti, la necessità di un comporta mento etico con i fornitori e gli obblighi nei confronti della comunità, con una specifica attenzione all’ambiente.
Di per sé non si tratta di affermazioni del tutto rivo luzionarie, perché concetti analoghi sono contenuti in documenti assai precedenti nel tempo, tra i quali i ripetuti rapporti di varie orga nizzazioni delle Nazioni Unite e, soprattutto, un appro fondito “Libro Verde” della Commissione Europea risalente al luglio del 2001.
Il documento della Commissione Ue, usando il termine di “Responsabilità Sociale dell’Impresa”, elencava priorità assai simili, come la conciliazione fra lavoro e famiglia, la salute e la sicurezza nell’attività lavorativa. Ad essi aggiungeva la necessità di aprirsi alla società, con una particolare attenzione alla comunità locale, all’ambiente, alle esigenze dei fornitori e dei consumatori, con l’obbligo di una completa trasparenza delle informazioni sulla situazione dell’impresa e la politica aziendale.
Pur avendo direttamente partecipato alla stesura del “Libro Verde” sono costretto a riconoscerne la modestia dei risultati, dato che le sue conclusioni sono state tradotte in semplici appelli alla volontarietà dei comportamenti senza che nascessero decisioni concrete per fare evolvere in modo sensibile gli aspetti legislativi che regolano i comportamenti delle grandi imprese….”

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