L’Unità incomincia a pubblicare Bobbio. Sono molto contenta, per i lettori, soprattutto quelli sotto i quaranta che, per quel che mi risulta, non lo ricordano molto (d’altra parte nemmeno noi). Per merito suo in Italia menzioniamo ancora i “diritti”, anche se ci è paradossalmente sempre più difficile distinguere il piano teorico dalla realizzazione politica, che non può che essere graduale e selettiva. Era uno studioso, ma si cimentò con la vita politica. Senza supponenza (aveva accettato non per compiacenza, ma con la voglia di fare qualcosa (che non si fece) di presiedere un piccolo comitato di “parlamentari per il Cile”). Era in Parlamento quando fu eletto il Presidente della Repubblica dopo Pertini: sulla scheda io scrissi il suo nome e continuo a vantarmene. Ascese alla massima carica Cossiga, al primo turno, con i voti del Pci – che non ricorse nemmeno alla pratica di seguire le intese di maggioranza dopo le tre votazioni rituali quando si passava alla maggioranza semplice – con un candidato di bandiera. Era iniziata la discesa: Kossiga dopo Pertini, Natta dopo Berlinguer.

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