Nemmeno io me ne ricordavo. L’8 febbraio 1985 uscì su Repubblica “a pagamento” una Pubblicità firmata da tutti i parlamentari della Sinistra Indipendente dal titolo Ristabilire la legalità costituzionale. Ecco il testo
<<La legalità costituzionale è in pericolo. Giorno dopo giorno si susseguono episodi che dimostrano come il Governo violi continuamente le regole del gioco, provocando un pericoloso disordine istituzionale. E ricorre a questi mezzi non per vincere ostruzionismi o superare lungaggini parlamentari. Lo fa per chiudere falle all’interno stesso di una maggiornaza rissosa, per imporre provvedimenti che non raccolgono sufficienti consensi, per favorire interessi che sarebbero perdenti in un libero confronto parlamentare.
L’episodio ultimo, e più clamoroso, è avvenuto al Senato nella giornata di lunedì. In pochi ore, tre per l’esattezza, i senatori sono stati costretti a votare il decreto Berlusconi bis, dopo che una maggioranza divisa e un governo inadempiente lo avevano tenuto fermo per 55 giorni alla Camera. “Costretti” è l’unica parola adatta. Il Presidente del Consiglio ha impedito un confronto libero ricorrendo al voto di fiducia. E il Presidente del Senato, con una inaccettabile interpretazione della Costituzione e del regolamento, ha praticamente tolto la parola ai senatori, “contingentando” i tempi in modo che ai gruppi è rimasta solo una manciata di minuti per discutere un provvedimento che rischia di pregiudicare gravemente la libertà di informazione in Italia.
Le rotture della Costituzione si moltiplicano, e producono alterazioni gravi degli equilibri politici. Si cancella di fatto il bicameralismo, pretendendo che la seconda Camera, quella detta “di riflessione”, non rifletta e non discuta, ma ratifichi in poche ore quel che ha deciso l’altra Camera. Era avvenuto per la legge sulla fame nel mondo, si è ripetuto per il Berlusconi bis. 
Facendo seguire alla decretazione d’urgenza la richiesta del voto di fiducia, e a questa il contingentamento dei tempi, si elimina il diritto di parola e di emendamento dei parlamentari, si viola la Costituzione che vuole le leggi approvate articolo per articolo e si prefigura così una ipotesi di riforma costituzionale. E si giunge ad una situazione in cui la maggioranza non è neppure in grado di assicurare la fiducia al Governo, che si salva solo grazie alla presenza in aula dei senatori del Msi.
Vogliamo che tutti sappiano quel che sta accadendo, e perciò ci rivolgiamo direttamente all’opinione pubblica: Non stiamo parlando di un’astratta dignità del Parlamento. Vogliamo difendere, con l’aiuto di tutti i cittadini, le ragioni profonde della democrazia, il rispetto delle regole, la dignità di una politica che on sia condannata a confondersi con l’imbroglio e la sopraffazione>>.
Il nostro documento è frutto dell’indignazione, ma è scritto malissimo: non dice – mentre doveva scandalizzare i cittadini – che si tratta dei favori elargiti dal governo Craxi alla Finivest. Faccio mia la dichiarazione non sospettabile di Vittorio Feltri: “Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioè la scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna” (Vittorio Feltri, L’Europeo del 11 agosto 1990)

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