Ci si è messa anche la ministra della Difesa (che aveva cambiato in peggio le previsioni di Bilancio del suo ministero): ritirare la Missione italiana in Afganistan perché Trump ha detto che lo faranno anche gli Usa. Con errori terrificanti di chi non conosce il suo mestiere né si informa per buon senso. Quindi procede senza parlarne con il collega degli Esteri e passando direttamente a dare ordini ai comandi. Ma l’esercito non è il Comune di Ischia a cui De Maio prodiga benefici. La Costituzione detta i ruoli e perfino la Presidenza della Repubblica ha qualcosa da dire, visto che ha il comando supremo. Senza contare che la missione italiana aveva come finalità la formazione di una difesa locale che, se Trump si metterà davvero d’accordo con i talebani, rischia la fine delle pur vaghe possibilità di democrazia. La presenza occidentale garantisce, per capirci, che le donne non si debbano rimettere il burqa. senza un pensiero su come la  pensa l’Europa? 
L’intero com parto della politica estera è a rischio e non si sa come ci verrà fuori il ministro Moavero che è uno che conosce le cose.
1) Sull’immigrazione il presidente Conte non ha votato a Marrakesh il Migration Compact che dovrebbe proprio occuparsi di “aiutiamoli a casa loro”.
2) Francia e Germania hanno stretto un accordo intraeuropeo a cui sarebbe stata invitata l’Italia pochi mesi fa.
3) Con la Francia oltraggi irresponsabili di Salvini: non diventa – per ora – un caso diplomatico perché Macron ritiene la cosa priva di interesse.
4) Anche con l’Olanda, che ha la bandiera della nave salvamigranti, nonostante il governo potrebbe essere ben disposto verso il nostro, altro incidente di male parole (possibile che, anche se “fa populismo” il ministro degli interni non usi mai carta e penna ministeriale, anche elettroniche?
5) Venezuela: governo diviso. Quindi senza posizione ufficiale. Il grillino già viaggiatore in latinoamerica è a favore di Maduro: può sostituire governo e Parlamento?
Perché tutte questi problemi non passano dall’unico luogo a cui si potrebbero perdonare i ritardi.