Si sa che a Monte Cassino e  a Bologna ci sono due grandi cimiteri di polacchi caduti nella guerra di liberazione in Italia, ma non si sa mai bene come ci fossero arrivati: i bolognesi non sanno che ci sono anche tre donne camioniste. E ignoravo che il comandante del Corpo d’armata polacco, generale WladyslawAnders, avesse voluto essere sepolto a Cassino dove, ormai al comando  con i suoi polacchi dell’Ottava armata britannica, aveva vinto nel 1944 i tedeschi e da cui aveva risalito  tutta la penisola per liberare l’Italia.
Il 1 settembre del 1939 i tedeschi invasero la Polonia, il 3 Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania e il 17 i russi attaccarono da oriente la Polonia che creò, riconosciuto, un governo in esilio con Sikorsky primo ministro e all’interno l’Armata nazionale e un governo clandestino. Si impegnarono anche contro i russi, ma i lager nazisti li sterminarono a ovest, mentre a est i russi decimarono i polacchi che non si iscrivevano al partito comunista. Nel 1942 un accordo polacco-sovietico consentì all’esercito di Anders di arrivare in Palestina dopo un lungo percorso: in Siria adottarono un orso che sarà la loro mascotte, che finirà in uno zoo inglese. Di lì raggiunsero l’Ottava armata, combatterono i tedeschi, liberarono Ancona, attraversarono gli Appennini nell’inverno del ’44 e parteciparono ai combattimenti che liberarono la Romagna e sfondarono la linea del Senio. Il 21 aprile 1945 il 9° Battaglione Lancieri di Carpazia per primi entrarono a Bologna.
Era il compleanno della mia mamma.

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