“Quello che il governo deciderà, noi ci metteremo pancia a terra a realizzarlo. Come sempre. Ma spetta all’Inps segnalare per tempo potenziali violazioni del patto intergenerazionale di cui è garante: le persone mi fermano per strada e mi chiedono se le loro pensioni verranno pagate. Quando i chiarimenti sulle intenzioni effettive del governo non ci vengono dati nelle sedi istituzionali, siamo costretti a chiederli pubblicamente. Perché dobbiamo essere messi nelle condizioni di prepararci e ragguagliare i cittadini. “Non vogliamo fare da parafulmine per reazioni a promesse non mantenute. I nostri dipendenti negli uffici territoriali subiscono quotidianamente aggressioni al punto che, Salvini lo sa bene, abbiamo dovuto chiedere di rafforzare la sorveglianza davanti alle sedi”.
La cifra prevista nel disegno di legge di Bilancio per la previdenza, sostiene il presidente dell’Inps, è insufficiente e inevitabilmente la spesa aumenterà. Un dato, questo, che secondo Boeri pare evidente già dall’analisi delle simulazioni che l’Istituto ha fatto.
“Se il presidente del Consiglio mi convocasse e mi dicesse che non c’è più fiducia in me, non aspetterei un minuto di più. Lascerei. Ma non posso farlo per un tweet ù dice. E trovo pericolosa per la nostra democrazia la delegittimazione sistematica di organi in dipendenti, autorità di controllo, regolatori o pareri tecnici”