Nel 1621 SARA  COPIA  SULLAM, una da me ignorata (e quindi in tutte maiuscole) poeta ebrea di Venezia pubblicò un “Manifesto sull’immortalità dell’anima” e tenne un salotto letterario nel ghetto. Ma quante sono queste presenze intelligenti e coraggiose che non hanno varcato i secoli (forse loro pensavano di sì) perché le loro società le hanno sepolte?

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