Ieri ho partecipato a una conferenza di donne nelle religioni monoteiste. Accordo femminile-femminista pieno. Infatti eravamo le solite acculturate che parlano a nome delle aspirazioni di tutte, anche di quelle che subiscono e non “sanno”. La novità: l’ebrea, Martina Yehud Loreggian (sinagoga di Milano) va tenuta d’occhio: è venuta con la kippah e con la soddisfazione di una che è stata ammessa alla scuola di. rabbinato!
Oggi arriva l’India, con le vignette blasfeme: una giornalista vignettista ha mandato via Facebook un rinvio ala storia sacra: la dea Sita – che era stata rapita dal re dei demoni Ravano e salvata dal dio scimmia Hamman che con l’esercito andò a riprenderla  per riportarla allo sposo, il dio Rama – parla con il marito e tiene in mano il giornale di cui si leggono i titoli relativi agli stupri di bambine (così numerosi che le proteste hanno fatto intervenire il primo ministro a deplorare), in particolare quella di una bimba di 8 anni vioentata da un gruppo di induisti e di “bambina stuprata in un tempio, minorenne violentata da un deputato del Bjp (il partito di terno religioso) e Yogi (capo ministero Bjp) difende gli accusati”. E gli dice “”sono proprio contenta di essere stata rapita da Ravan e non dai tuoi devoti…”.
Ad opera nostra il mondo potrebbe migliorare davvero.

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