Augias riferisce (Repubblica 16.07.’17) che Recalcati così definisce Renzi: “In Renzi domina nel bene e nel male una tendenza all’azione, è evidente la sua irritazione di fronte agli impacci della burocrazia. Politicamente rappresenta un’anomalia della sinistra. Venendo da un’altra storia, diciamo del socialismo cattolico, è visto come una sorta di corpo estraneo. Le novità dei tempi hanno imposto alla sinistra di rivedere i paradigmi ereditati dalla sua storia. La sinistra però non è stata capace di elaborare il lutto per la perdita di una parte della sua identità. Renzi è diventato il capro espiatorio di questa incapacità: anziché procedere nel difficile lavoro del lutto meglio attribuirgli le responsabilità della crisi. Salvo non voler vedere la frammentazione delle piccole differenze come un destino fatale della sinistra. Del resto non c’è godimento più grande di vedere colui che pareva diverso dal sistema, apparire come un uomo del sistema. Tipico del popolo italiano. E’ a questa omologazione che Renzi dovrebbe sottrarsi”. E’ così, ahimè.

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